Il Gruppo Archeologico Napoletano
Il GRUPPO ARCHEOLOGICO
NAPOLETANO è un'associazione autonoma di volontariato nata nel 1971 che opera nel
campo della conoscenza, della tutela e della valorizzazione dei beni culturali ed
in particolare di quelli archeologici della nostra regione.
Iscritta all'albo nazionale delle O.N.L.U.S. - Organizzazioni
Non Lucrative d'Utilità Sociale (iscrizione n. 828 del 02/07/1998) e all'Albo Regionale
del Volontariato (Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania n.
5634 del 20/04/1999).
I campi di attività
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- TUTELA dei Beni archeologici e culturali
- RICERCA archeologica ed archivistica
- CONOSCENZA dei siti archeologici e culturali
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Le cariche sociali
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- Presidente: Marco Giglio
- Presidente onorario: Salvatore Mattozzi
- Direttore: Caterina Martucci
- Consiglio Direttivo: Antonio Cammarota, Michele Leo, Vittorio Palma, Nino Ponticiello
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Un po' di storia
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Il GRUPPO ARCHEOLOGICO NAPOLETANO nasce nel 1971 ad opera di tre giovani studenti
del Liceo Mercalli di Napoli: Nazarena Barni, Salvatore Mattozzi, Rodolfo Vitaglione.
Sono anni in cui, nonostante stia prendendo piede la cultura del cosiddetto “impegno
sociale”, termini come volontariato, fruizione e tutela, sono ancora concetti astratti
e la gestione pressoché privatistica del bene culturale da parte degli addetti ai
lavori, frappone uno steccato insormontabile tra i cittadini e le opere d’arte.
Consapevoli di questa situazione i tre definiscono in una prima bozza di statuto
le finalità dell’associazione: “…lo scopo è quello di dare inizio ad una politica
innovatrice tendente ad avvicinare i più larghi strati di opinione pubblica alla
conoscenza delle testimonianze del passato, per ottenere una partecipazione attiva
dei cittadini ai problemi di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio storico
culturale”.
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Le attività del periodo iniziale furono soprattutto di ricerca. Dalla collaborazione
con la Soprintendenza Archeologica nacque la prima carta archeologica di un territorio
campano: quella dedicata a Quarto Flegreo. Grazie a tanti sopralluoghi ed a ricerche
di archivio, furono censiti centinaia di strutture archeologiche che vennero schedate,
fotografate, rilevate e spesso ripulite. Tutto il materiale venne poi pubblicato
in un volume dal titolo "Quarto Flegreo. Materiali per lo studio storico-archeologico
dei Campi Flegrei". Accanto a questo lavoro, vennero realizzate diverse altre ricerche
soprattutto nel territorio flegreo ed in particolare sul Monte Sant'Angelo alla
Corvara dove il G.A.N. denunciò il saccheggio che si stava perpetrando ai danni
dell'archeologia e della natura. Numerose furono anche le iniziative dimostrative
come la pulizia delle mura greco-romane di Piazza Bellini, tenute in condizioni
di estremo degrado.
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A questo periodo risale anche il ritrovamento di uno dei più importanti reperti
rinvenuti: si trattava di parte di una ciotola carenata incisa risalente all'età
del Bronzo. Il rinvenimento avvenne durante una ricognizione straordinaria nei pressi
dell'Eremo di Santa Maria di Pietraspaccata in località Faragnano a Marano. In occasione
del terremoto del Friuli del 1976 alcuni soci del G.A.N. furono in prima linea nel
recarsi nelle zone colpite dal sisma a mettere in salvo opere d'arte. Fu invece
un altro terremoto, quello irpino del 1980 a creare un momento di disorientamento
nell'associazione: gli ingenti danni al nostro territorio ed i tanti problemi conseguenti
alla ricostruzione, portarono ad una sospensione delle attività per qualche tempo.Dopo
alcuni anni di attività ridotte, nel 1990 il Gruppo ricominciò sotto la guida di
Salvatore Mattozzi la sua intensa attività di ricerca. Viene anche ripresa l'attività
di denuncia per Monte Sant'Angelo alla Corvara sul quale i palazzinari continuano
ad avere la meglio.
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E' della metà degli anni 90 la realizzazione di una puntuale carta archeologica
dell'area dei Camaldoli e di quelle che scendono verso Chiaiano (selva della Contessa-
Cinquecercole) e verso Quarto (selva di Faragnano- Salandra), nonché dell'aggiornamento
della carta di Monte Sant'Angelo alla Corvara. Grazie all'attività del Gruppo, condotta
in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli, vennero
individuate centinaia di strutture archeologiche fra cui resti di ville dell'epoca
romana con tracce di mosaici ed affreschi, necropoli e mausolei. Nel frattempo cominciano
ad avere grosso sviluppo le attività didattiche con conferenze, seminari e corsi
tra cui quelli introduttivi al mondo dell'archeologia ("Tra passato e remoto").
Grazie ai soci del G.A.N. tantissimi siti archeologici diventano fruibili ai cittadini,
spesso in occasione di manifestazioni culturali di grossa importanza. E' il caso
di "Viaggio nel mito" che nel 1993 portò nei Campi Flegrei migliaia di turisti e
cittadini per visitare le bellezze del territorio: nell'occasione il G.A.N. guidò
centinaia di persone alla Necropoli romana di Via Celle a Pozzuoli, a Piscina Mirabile
e Cento Camerelle a Bacoli e al foro di Cuma.
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Nello stesso anno con una mostra intitolata "L'Altra Archeologia" il G.A.N. lancia
ancora una volta l'allarme per le tante strutture archeologiche in condizioni di
estremo degrado perchè ritenute a torto "minori" che insistono nell'area dei Campi
Flegrei.Dal 1993 comincia anche la collaborazione con la Soprintendenza Archeologica
di Avellino e Benevento per la ricognizione del territorio tra Sant'Agata dei Goti
e Dugenta. Per l'occasione viene creato un apposito settore dell'associazione detto
"Caudino" che va ad affiancarsi al settore già esistente denominato "Flegreo". Dalla
prima edizione del 1994 il G.A.N. ha sempre partecipato a "Monumenti Porte Aperte",
oggi "Maggio dei Monumenti" portando un importante contributo alla conoscenza di
alcuni monumenti partenopei. Negli anni, infatti, grazie al G.A.N. sono stati resi
fruibili siti come gli Scavi di San Lorenzo Maggiore (insieme a Legambiente) poi
definitivamente restituiti alla cittadinanza, il complesso archeologico di Carminiello
ai Mannesi (prima di allora in mano alla malavita organizzata), le terme romane
di Via Terracina (fino ad allora sepolte da vegetazione ed incuria).
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Memorabili le oltre diecimila presenze che nel 1994 affollarono Carminiello ai Mannesi
o le centinaia di persone che durante il maggio del 1998 sciamarono di notte nel
centro storico alla scoperta delle tracce romane guidati dai nostri volontari. Ma
anche su monumenti minori il contributo dell'associazione è stato spesso risolutivo
come nel caso dei mausolei funerari di Pianura o di Torre San Domenico a Soccavo.
Da pochi anni è ancora il G.A.N. a far conoscere alla cittadinanza ed ai turisti
la domus romana sotto l'Archivio del Banco di Napoli a Via Tribunali. E spesso in
questi siti non è mancata l'organizzazione di mostre didattiche per approfondire
alcuni aspetti della vita quotidiana degli antichi come ad esempio l'evoluzione
della domus romana o il mondo dei profumi e delle essenze in epoca romana.
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Dal 1998 muove i propri passi anche un nuovo settore di ricerca del G.A.N. dedicato
alle periferie napoletane. Si inizia con lo studio di Soccavo che porterà alla pubblicazione
di un libro dedicato alla storia e ad alcune emergenze architettoniche del quartiere.
Negli anni lo studio continua e si estende anche a Pianura, altro antico casale
napoletano. Gli studi sono tuttora in corso. Sul finire degli anni '90 il G.A.N.
riceve in affidamento lo scavo di due mausolei funerari ubicati nei pressi di Licola
(comune di Giugliano). Le campagne di scavo, condotte dai soci dell'associazione
in più riprese sotto la supervisione di archeologi, hanno finora messo in luce buona
parte dei due mausolei che altrimenti avrebbero rischiato la distruzione
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Nel maggio del 2000 il Gruppo Archeologico Napoletano approda su internet con un
sito che diventa un vero e proprio portale dell'archeologia e non solo in Campania:
Archemail, questo il suo nome, con i notiziari continuamente aggiornati e con l'indicazione
di tantissime attività che si svolgono nella regione, è diventato un vero e proprio
punto di riferimento non solo per appassionati, ma anche per i mass-media e per
gli enti istituzionali che utilizzano il portale per comunicare le proprie attività.
In oltre cinque anni gli iscritti alla newsletter periodica sono diventati circa
1200 e i contatti giornalieri sfiorano le 1000 presenze. Tanto che nel frattempo
l'associazione crea un nuovo sito internet specificamente dedicato ad essa.
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Negli ultimi anni, il G.A.N. ha continuato la sua opera di valorizzazione dei monumenti,
soprattutto quelli meno conosciuti. Nel 2008 il G.A.N. ha deciso di non partecipare
più al Maggio dei Monumenti in quanto si è ritenuto che la città avesse bisogno
non di un'iniziativa meramente turistica e concentrata solo nelle zone del centro,
ma di una riappropriazione di un senso di appartenenza alla città, anche attraverso
i suoi monumenti, senza discriminazioni tra centro e periferia. Dal 1971 sono passati
ormai più di 35 anni e il GRUPPO ARCHEOLOGICO NAPOLETANO continua ancora a perseguire
gli stessi obiettivi: tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico
della città e delle periferie.
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