GAN - Gruppo Archeologico Napoletano
Prossime iniziative
Lunedì 20 febbraio la sede è chiusa
L'AREA ARCHEOLOGICA DI TENUTA SAN VITO SULLA VIA CAMPANA A POZZUOLI
DOMENICA 26 febbraio LUNGO LE STRADE FLEGREE
La toponomastica di Napoli
Lunedì 27 febbraio ore 18 in sede
Terme romane di Agnano - riunione operativa aperta a tutti
Martedì 28 febbraio ore 18 in sede
IL PARCO ARCHEOLOGICO DEL PAUSILYPON (RIPETIZIONE)
DOMENICA 4 marzo NEAPOLIS E DINTORNI
Le catacombe di San Gennaro
LUNEDÌ 5 marzo ore 18 in sede
IL CASTELLO LANCELLOTTI DI LAURO (AV)
DOMENICA 11 marzo NELLA VALLE DEL CLANIO
La facies del Gaudo
Lunedì 12 marzo ore 18 in sede
Il teatro di Sessa Aurunca
Lunedì 19 marzo ore 18 in sede
LE BASILICHE PALEOCRISTIANE DI CIMITILE
DOMENICA 25 marzo NELLA VALLE DEL CLANIO
l'urbanistica greco-romana di napoli
Lunedì 26 marzo ore 18 in sede
lungo le strade flegree... Invisibili
Lunedì 2 aprile ore 18 in sede
Lunedì 9 aprile la sede è chiusa per le festività pasquali
IL PARCO ARCHEOLOGICO DI SUESSOLA
DOMENICA 15 aprile NELLA VALLE DEL CLANIO
Una lunga storia: il sito di Tell Barri in Siria
LUNEDÌ 16 aprile ore 18 in sede
l'igiene attraverso i secoli
Lunedì 23 aprile ore 18 in sede
Programma attività

Scarica il nuovo programma attività
in formato pdf - aggiornato il :


Comunicati stampa

I comunicati stampa della nostra associazione


Una nuova discarica? In un'area archeologica!
8 febbraio 2012

E' di questi giorni la notizia che la Regione Campania vuole aprire una discarica tra Pozzuoli e Quarto, nell'area del Castagnaro. Peccato che l'area in questione sia stata oggetto di numerosi rinvenimenti di strutture e materiali archeologici che vanno dalla preistoria al medioevo. Il sito individuato per lo stoccaggio del FUT (frazione umida tritovagliata) si trova in due cave dismesse, non lontano dalla Montagna Spaccata. E' questa l'area dove il Gruppo Archeologico Napoletano ha effettuato numerose ricognizioni negli anni '70 ed '80 segnalando la presenza di evidenze archeologiche di età romana riferibili sia a mausolei funerari sia a ville rustiche che occupavano le pendici del Monte Gauro per sfruttare il territorio da un punto di vista agricolo, in particolare per la viticoltura (famoso era il vino Gaurano decantato da diversi scrittori dell'epoca).


Spiega il dott. Marco Giglio, presidente dell'associazione "In tutto il Monte Gauro, come lungo il tracciato della Via Campana, strada di antichissime origini, è facile imbattersi in poderosi resti di cisterne, di strutture murarie abitative e di mausolei. Molte di queste sono a rischio per la presenza di scavatori clandestini, altre sono state distrutte dall'incessante abusivismo edilizio. A preoccupare è soprattutto la realizzazione delle opere accessorie per la realizzazione della discarica, quali strade e rimodellamento dei costoni, che potrebbero danneggiare un lembo di territorio che è secondo solo a Roma per presenze archeologiche, non solo romane." Proprio sulla Montagna Spaccata, nei pressi delle cave infatti, la Soprintendenza ai beni archeologici di Napoli, agli inizi degli anni ottanta, individuò un abitato dell'età del bronzo medio (XV secolo a.C.) i cui materiali recuperati sono in parte esposti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. E non mancano strutture dell'epoca medievale: lo studioso Rosario Di Bonito identificò, inglobati in alcuni edifici rurali, i resti di un abitato fortificato, il Castro di Serra, fondato da Roberto I, principe di Capua e citato in un documento del 1119. Tali resti dovrebbero essere pertinenti ad una chiesa dedicata a San Nicola, ad un mulino-torre e ad un'altra torre.


"Ancora una volta" – prosegue Marco Giglio – "ad essere colpito è il territorio dei Campi Flegrei, ricchissimo di emergenze storiche, archeologiche e naturalistiche, che negli ultimi anni ha visto moltiplicarsi le chiusure dei monumenti ed il degrado. Inaccessibili il Rione Terra, le necropoli romane di Via Celle e San Vito, lo Stadio di Antonino Pio (inaugurato ad ottobre del 2008 dopo aver speso 8 milioni di euro e poi chiuso poco dopo), il parco della Via Neapolis Puteoli (mai aperto), mezzo Museo Archeologico del Castello di Baia, la cisterna di Cento Camerelle a Bacoli, per citare solo gli esempi più eclatanti. E quel poco che è visitabile, spesso è inaccessibile per altre cause come accade all'anfiteatro di Pozzuoli in mancanza di custodi."