Suoni vivi sotto la cenere: la musica antica tra mito, realtà e ipotesi ricostruttive

Suoni vivi sotto la cenere: la musica antica tra mito, realtà e ipotesi ricostruttive

Lunedi 03 dicembre ore 18.00 presso la nostra sede in Via San Liborio 1 a Napoli, si terrà l’incontro dal titolo “Suoni vivi sotto la cenere: la musica antica tra mito, realtà e ipotesi ricostruttive”:

‘’L’intera vita sociale dei Greci e dei popoli antichi era piena di Mousikè’’ ‘’Quella del versante sonoro è forse la più grande perdita nell’eredità che ci è giunta dal mondo antico ’’

Il termine μουσική nell’antichità designava non solo la musica in senso stretto, ma anche il canto, la poesia e la danza. Esso aveva un significato molto più ampio e profondo di quello attuale.
La musica permeava ogni aspetto della vita degli uomini. Soprattutto presso i greci le occasioni per eseguire ‘’Mousiké’’ erano molteplici: agoni, simposi, feste pubbliche e private, riti, spettacoli. Essa formava ‘’un complesso sistema comunicativo’’ che ad oggi, persa la medesima educazione musicale, raramente riusciamo a comprendere nella sua totalità.
Davanti ad un affresco o un mosaico popolato da danzatrici e suonatori spesso percepiamo immagini statiche di un mondo ideale e muto, ma la musica è quanto di più vivo ci sia.
Strumenti musicali ‘’intatti’’ riemergono dalle ceneri vesuviane e dalle tombe magnogreche; noi ci siamo chiesti che suono potessero avere e se fosse possibile un approccio che non si limitasse alla teoria.
Per questo motivo studenti di archeologia, scienze naturali ed esperti di musica antica e filologia hanno dato vita nel 2018 al ‘’Gruppo di Musica e danza antica Mainomai’’, che si propone di ricostruire con particolare attenzione questo aspetto della vita degli antichi attraverso ricerche iconografiche, archeologiche e scientifiche.
Programma:
Ripercorreremo assieme l’evoluzione di questi studi, approfondendo il ruolo che la musica aveva nel mondo greco e romano. Scopriremo i frammenti di testi musicali che sono giunti fino a noi e gli strumenti che ci permettono la ricostruzione.
E inoltre, commenteremo i diversi approcci che gli antichi ebbero alla Musica: essa divenne medicina, cura, mezzo per muovere gli animi, educare, o quanto di più vicino ci fosse all’anima.

E affinché non restino solo parole, ci immergeremo nell’atmosfera antica, ascoltando il ‘’suono vivo’’ degli strumenti ricostruiti.
Con interventi di:
Eleonora Manzo, laureanda in scienze naturali, che ci mostrerà in che misura gli studi scientifici possono accostarsi a quelli archeologici nell’ambito della suddetta ricerca, attraverso le analisi delle fonti, l’approccio visivo e studi di tassonomia, fisiologia, biologia e botanica.

Marco Sciascia, impegnato nella ricostruzione di strumenti musicali antichi dal 2013 per conto del progetto EMAP (European Music Archaeology Project) che mostrerà le ipotesi ricostruttive degli aerofoni e dei cordofoni ritrovati nelle tombe di Paestum, dopo analisi condotte in situ sugli strumenti musicali e le iconografie.