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Archivio dei tag Conferenza

Il Palladio: storie di un talismano, da Omero a Dante

IL PALLADIO: Storie di un talismano, da Omero a Dante (a cura del prof. Francesco Chiappinelli, con la consulenza archeologica della dott.ssa Martina D’Onofrio)

Vi aspettiamo lunedì per non perderci questo appuntamento in un viaggio attraverso la letteratura e l’archeologia alla scoperta di un oggetto, simbolo di culto e di prosperità per la civiltà che lo possedesse.

Mousikè in Magna Grecia: il caso di Poseidonia-Paestum

Lunedì 08 aprile alle ore 18.00 presso la nostra sede si terrà la conferenza “Mousikè in Magna Grecia: il caso di Poseidonia-Paestum” a cura di Laura Noviello, Marco Martinelli e Marco Sciascia con la collaborazione di Francesca Magliulo.

Nell’antica Grecia la musica occupava un ruolo di grande rilievo nella vita sociale e religiosa. Per i greci la musica era un’arte che comprendeva, oltre alla musica stessa, anche la poesia, la danza, la medicina e le pratiche magiche. L’importanza della musica nel mondo greco è testimoniata da numerosi miti che la riguardano. Uno è quello di Orfeo, l’inventore della musica, che riuscì a convincere gli dei dell’Ade a restituire alla luce la scomparsa sposa Euridice.

Alla musica i greci attribuirono una funzione educativa perché la ritenevano in grado di arricchire l’animo delle persone. Secondo Platone la musica doveva servire per arricchire l’animo umano come la ginnastica serviva per irrobustire il fisico. Questo discorso si amplia con la dottrina dell’ethos per la quale ogni modo ha un suo ethos specifico e può incidere positivamente o negativamente sull’animo delle persone

Ingresso libero!

Afrodite in posa. L’iconografia di Venere attraverso i secoli

Lunedì 1aprile, ore 18 nella nostra sede si terrà “Afrodite in posa. L’iconografia di Venere attraverso i secoli” a cura di Salvatore Fellino.

Iconografia di Venere
Una dea tante pose
Afrodite è la dea della bellezza, dell’amore fisico e passionale ed è una delle dodici divinità maggiori dell’Olimpo. il suo nome, infatti, deriva dalla parola greca afros, che significa schiuma, cioè colei che esce dal mare, per sottolineare la sua nascita dalle acque, in particolare dal mare dell’isola di Cipro. Nella mitologia romana, Afrodite prende il nome di Venere conservando, ovviamente, tutte le caratteristiche della tradizione religiosa greca. Nel corso dei secoli numerose sono state le raffigurazioni della dea e gli artisti si sono cimentati nel raffigurare la dea in pose via via diverse condizionate dai diversi periodi storici. Nella conferenza passeremo in rassegna i principali tipi statuari di Afrodite e ne osserveremo l’evoluzione stilistica, dal periodo Severo al periodo ellenistico attraverso le copie romane che ci sono pervenute.

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La via dello Swat. Le ricerche archeologiche della missione italiana nel nord-ovest del Pakistan

Vi aspettiamo lunedì 18 marzo alle ore 18.00 presso la nostra sede per la conferenza “la via dello Swat. Le ricerche archeologiche della missione italiana nel nord-ovest del Pakistan”, a cura di Cristiano Moscatelli.

Le attività archeologiche italiane in Swat (provicia del Khyber-Pakhtunkhwa) hanno inizio nel 1955, quando Giuseppe Tucci, famoso tibetologo e orientalista, visitò per la prima volta la regione. Così ebbe inizio un’attività ininterrotta per 60 anni, che ha visto la missione archeologica italiana dell’allora IsMEO, l’istituto presieduto da Tucci (poi IsIAO, oggi Associazione ISMEO) assumere un ruolo di primo piano nell’archeologia del Subcontinente Indo-Pakistano..

Il vicolo Storto di Pompei. Note di via quotidiana

Lunedì 25 febbraio, ore 18.00 presso la nostra sede si terrà la conferenza “IL VICOLO STORTO A POMPEI.Note di vita quotidiana” a cura di Giuseppe di Leva.

Il Vicolo Storto rappresenta un interessante spaccato di vita quotidiana pompeiana. Su questa viuzza si affacciano case, esercizi commerciali, industriali e piccoli ambienti per la prostituzione.

L’interesse, tuttavia, non si risolve solo nella semplice curiosità, quasi voyeuristica, di penetrare nell’intimità antica pompeiana, ma anche nel cogliere l’importanza di dati archeologici che possano riscrivere la storia stessa dello sviluppo urbanistico di Pompei.

Faremo, quindi, un vero e proprio “salto temporale” a Pompei: una passeggiata lungo uno dei suoi vicoli più originali e caratteristici.

Immagini dal mondo greco: come guardare i vasi antichi con occhi moderni

Lunedì 14 gennaio 2019 ore 18.00 presso la nostra sede si terrà la conferenza “Immagini dal mondo greco: come guardare i vasi antichi con occhi moderni” a cura della dott.ssa M. D’Onofrio.

Un’immagine non è mai muta, per quanto invece l’apparenza sia questa. Ogni immagine parla; anzi, comunica. Affinché il suo potenziale comunicativo trovi però espressione è necessario conoscere il codice di linguaggio da essa utilizzato, che varia in base alle coordinate spaziotemporali della società da cui quell’immagine è stata prodotta. La nostra comprensione delle immagini antiche non può pertanto essere immediata: la nostra competenza visiva risponde ai canoni del nostro tempo e per provare a leggere correttamente queste immagini, noi moderni dobbiamo sforzarci di acquisire le gius te chiavi di lettura che ci consentano di interpretare nel modo più corretto possibile il loro codice

(Conferenza 17/12/18) Pagine pompeiane nel Voyage Pittoresque dell’Abbè di Saint-Non

Lunedì 17 dicembre 2018 ore 18.00 presso la nostra sede in Via San Liborio 1 a Napoli si terrà l’incontro dal titolo “Pagine pompeiane nel Voyage Pittoresque dell’Abbè di Saint-Non” a cura di Alessia Fuscone

Jean Claude Richard Abbé de Saint-Non è una figura di grande interesse nel panorama culturale del XVIII secolo. La sua opera Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile realizzata tra il 1781 e il 1786 costituisce una ricchissima e fondamentale fonte documentaria relativa alle regioni dell’Italia meridionale (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). L’opera ebbe una complessa genesi e vide coinvolti diversi artisti e amici dell’ Abbè di saint-Non tra cui un posto di rilievo viene dato a Jean Honorè Fragonard. Le tecniche sperimentate per gli apparati grafici videro un utilizzo molto ampio dell’acquatinta. Un particolare approfondimento sarà incentrato su Pompei, tappa imprescindibile del Grand Tour.

Vi aspettiamo!

Suoni vivi sotto la cenere: la musica antica tra mito, realtà e ipotesi ricostruttive

Lunedi 03 dicembre ore 18.00 presso la nostra sede in Via San Liborio 1 a Napoli, si terrà l’incontro dal titolo “Suoni vivi sotto la cenere: la musica antica tra mito, realtà e ipotesi ricostruttive”:

‘’L’intera vita sociale dei Greci e dei popoli antichi era piena di Mousikè’’ ‘’Quella del versante sonoro è forse la più grande perdita nell’eredità che ci è giunta dal mondo antico ’’

Il termine μουσική nell’antichità designava non solo la musica in senso stretto, ma anche il canto, la poesia e la danza. Esso aveva un significato molto più ampio e profondo di quello attuale.
La musica permeava ogni aspetto della vita degli uomini. Soprattutto presso i greci le occasioni per eseguire ‘’Mousiké’’ erano molteplici: agoni, simposi, feste pubbliche e private, riti, spettacoli. Essa formava ‘’un complesso sistema comunicativo’’ che ad oggi, persa la medesima educazione musicale, raramente riusciamo a comprendere nella sua totalità.
Davanti ad un affresco o un mosaico popolato da danzatrici e suonatori spesso percepiamo immagini statiche di un mondo ideale e muto, ma la musica è quanto di più vivo ci sia.
Strumenti musicali ‘’intatti’’ riemergono dalle ceneri vesuviane e dalle tombe magnogreche; noi ci siamo chiesti che suono potessero avere e se fosse possibile un approccio che non si limitasse alla teoria.
Per questo motivo studenti di archeologia, scienze naturali ed esperti di musica antica e filologia hanno dato vita nel 2018 al ‘’Gruppo di Musica e danza antica Mainomai’’, che si propone di ricostruire con particolare attenzione questo aspetto della vita degli antichi attraverso ricerche iconografiche, archeologiche e scientifiche.
Programma:
Ripercorreremo assieme l’evoluzione di questi studi, approfondendo il ruolo che la musica aveva nel mondo greco e romano. Scopriremo i frammenti di testi musicali che sono giunti fino a noi e gli strumenti che ci permettono la ricostruzione.
E inoltre, commenteremo i diversi approcci che gli antichi ebbero alla Musica: essa divenne medicina, cura, mezzo per muovere gli animi, educare, o quanto di più vicino ci fosse all’anima.

E affinché non restino solo parole, ci immergeremo nell’atmosfera antica, ascoltando il ‘’suono vivo’’ degli strumenti ricostruiti.
Con interventi di:
Eleonora Manzo, laureanda in scienze naturali, che ci mostrerà in che misura gli studi scientifici possono accostarsi a quelli archeologici nell’ambito della suddetta ricerca, attraverso le analisi delle fonti, l’approccio visivo e studi di tassonomia, fisiologia, biologia e botanica.

Marco Sciascia, impegnato nella ricostruzione di strumenti musicali antichi dal 2013 per conto del progetto EMAP (European Music Archaeology Project) che mostrerà le ipotesi ricostruttive degli aerofoni e dei cordofoni ritrovati nelle tombe di Paestum, dopo analisi condotte in situ sugli strumenti musicali e le iconografie.

Conferenza (19 novembre 2018): Pictores. Mani d’artista. Dagli affreschi pompeiani alla pittura moderna

Lunedì 19 novembre ore 18.00 si terrà l’incontro dal titolo ” Pictores. Mani d’artista. Dagli affreschi pompeiani alla pittura moderna” a cura di Mario Grimaldi.

È uno studio sulle iconografie della pittura di Pompei, Ercolano, Oplonti, Boscoreale e dell’antica Roma, che volge l’attenzione soprattutto ai contesti sociali. Il caso delle città seppellite dall’eruzione vesuviana appare il più completo terreno di studi per l’eccezionale contestualizzazione degli apparati decorativi che, perfettamente conservati in situ, permettono di ricomporne i rapporti spazio-funzionali. Si resta tuttora nel campo delle impressioni soggettive per l’identificazione delle botteghe e per il riconoscimento delle mani di singoli “maestri” o “artisti” in virtù di piccoli dettagli significativi. Tutto ciò appare ancora più comprensibile se calato all’interno del nostro contesto temporale e sociale grazie all’intervista ad un grande artista vivente, William Kentridge, che con le sue opere ha contribuito a rendere la stazione Toledo della Metropolitana di Napoli una delle più belle d’Europa e che ha realizzato un’opera monumentale decorando 550 metri di lungotevere con figure alte fino a 10 metri.

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La terrazza inferiore dell’Acropoli e il santuario: vecchi scavi, nuovi dati

Lunedi 12 novembre alle ore 18.00 presso la nostra sede in Via San Liborio,1 si terrà l’incontro/dibattito “La terrazza inferiore dell’Acropoli e il santuario: vecchi scavi, nuovi dati” a cura del dott. Francesco Nitti.

 

Dopo le esplorazioni ottocentesche della rocca di Cuma, il 2 maggio del 1910 iniziarono i primi scavi sulla terrazza inferiore dell’acropoli, sotto la direzione di Ettore Gabrici. Dopo più di un secolo, i materiali frutto di questo primo scavo, riposti nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e scampati ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, rivedono la luce. Uno scavo agli albori della moderna disciplina archeologica, eppur foriero di nuovi dati e interessanti problemi